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Gennaio

Roberto Bolle e il potere della danza

Da tempo il ballo è diventato trendy, come disciplina sportiva, simbolo di benessere, vitalità, ma anche modello di vita per tanti. Lo sa bene Roberto Bolle, il primo al mondo a essere contemporaneamente étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York. Bolle ha reso il balletto pop, anche grazie al fumetto sulla sua vita, uscito da poco, nel quale racconta la sua storia, fatta di episodi legati alla Scala, anche al bullismo subito.

La graphic novel, scritta e illustrata da Francesco Cattani, edita da 24 Ore Cultura, è destinata proprio a tutti. È da tempo che Bolle esce da una scena storicamente d’elite, portando la sua arte fuori dagli schermi tradizionali, come nelle strade di Milano con il festival On Dance, o in tv su Rai1, dove andrà in onda il 1 gennaio del 2023

L’eleganza di Bolle è innata; alla Scala, per la Prima, lo abbiamo visto in smoking e mantella Dolce e Gabbana, ma non è la prima volta che Bolle appare in un fumetto. Era giù successo in La gioia di danzare di Aurora Marsotto, edizioni Piemme, tra i volumi di maggior successo della serie “Scuola di danza” in cui Bolle, ritratto da Donata Pizzato, appare come “special guest” ed elargisce consigli a una classe di allievi.

Topolino ha recentemente pubblicato un numero dedicato alla danza, edizioni Panini Comics, nel 2018, poi, in occasione della prima edizione di On Dance, Paperopoli, contagiata della febbre del ballo, festeggiava l’arrivo di Bolle Duck, molto somigliante a Bolle, con ciuffo nero e occhi cerulei, che incantava Paperina alla ricerca di un partner per la gara di ballo.

Il volumetto da collezione inizia con la prefazione di Roberto Bolle che, ispirato dall’impegno popolare di Carla Fracci, ribadisce il valore universale della sua arte: “La danza insegna il rispetto per il proprio corpo e per quello altrui, a conoscere meglio noi stessi e gli altri, a volerci bene al di là delle differenze e dei pregiudizi. La danza non è maschio e non è femmina. La danza è umana, è per tutti”. 

Per Bolle non è sempre stata una vita “rose e fiori”; le prove sono state tante, come un gravissimo infortunio che avrebbe potuto porre fine alla sua carriera e un doloroso lutto familiare mentre danzava in Giselle.

Per lui famiglia e amici restano le colonne della sua vita. Bolle ha scoperto la danza nella provincia di Vercelli, dove è nato, ma ha dovuto combattere contro il bullismo dei suoi compagni. A 12 anni ha partecipato alle audizioni per entrare alla Scala di Milano e si è trasferito a Milano per seguire i corsi, a 15 anni è stato notato da Rudolf Nureyev che lo ha scelto per il ruolo di Tadzio in Morte a Venezia.

A diciannove anni è entrato a far parte della compagnia di ballo della Scala e due anni dopo, alla fine di un suo spettacolo di Romeo e Giulietta, è stato nominato Primo Ballerino dall’allora direttrice Elisabetta Terabust. Da allora ricopre il ruolo principale nei balletti più famosi e balla nei teatri più celebri del mondo. All’inizio i suoi genitori pensavano che la danza fosse un capriccio passeggero, i compagni a scuola lo bullizzavano, ma lui ha reagito ed è diventato più forte. 

Roberto Bolle

La sua carriera è costellata di successi, con il debutto internazionale da sconosciuto ventiduenne nel Lago dei cigni alla Royal Albert Hall di Londra, le esibizioni nell’Aida davanti alle piramidi di Giza, a Buckingham Palace per il Golden Jubilee della regina Elisabetta, in piazza San Pietro al cospetto di papa Wojtyla, alla cerimonia dei Giochi olimpici di Torino, fino alle nomine a Étoile del Teatro alla Scala e a Principal dancer dell’American Ballet Theatre.

La sua è una storia che, nelle intenzioni dell’etoile, dovrebbe essere esempio e ispirazione per tutti i giovani, per dimostrare che anche un sogno puo’ diventare realtà. Per il 2023 lo aspetta anche, a luglio, come da tradizione, il Musart Festival, un omaggio alla danza e alla musica e sul palco con Bolle ci saranno alcuni dei ballerini e delle ballerine migliori a livello internazionale.

Di Federica Lelapi

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Dopo i percorsi accademici in Filosofia e in Politiche europee e internazionali, ha iniziato a lavorare nel mondo dell'editoria e della comunicazione nel 2011 per una Casa Editrice di saggistica filosofica. Attualmente si occupa di media relations e di giornalismo con un focus sull'innovazione e sulle tematiche economico-finanziarie; in questo ultimo settore ha seguito anche la comunicazione delle società quotate e delle aziende che devono intraprendere il processo di IPO.

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