8th

Marzo

Parla Alejandra, ecco  River

Abbiamo incontrato Alejandra. Il suo nuovo singolo da solista come River è “We Are The Tok”  (Atomika – Jaywork)  ed è decisamente pieno d’energia.

Ci racconti che sound ha  “We Are The Tok” , il nuovo singolo che stai per pubblicare con Atomika? 

Il sound di “We Are The Tok” è fresco, non è il solito disco. Vogliamo esser nuovi, sia come gruppo, sia come suono. Oramai si sente sempre lo stesso “disco”. Noi invece cerchiamo di esser diversi, nello stile musicale, e nelle voci.

Chi sei, musicalmente parlando? 

Come gruppo River&Lopez abbiamo prodotto “Ritmo Eterno”, “La Fiesta no Termina”, e “Fuego” (che uscirà a breve). Da solista, come River, ho pubblicato “River Of Stars: Summer”, e oggi “We Are The Tok”. Il sound di River&Lopez è vicino al reggaeton. Siamo messicani, quindi abbiamo sangue caliente, latino, sentiamo il ritmo nelle vene, che ci trasporta e continua a farlo, dandoci sempre idee su idee. Come River invece propongo musica House Progressive e Pop. Mi piace viaggiare, sapere e non ho schemi prestabiliti. 

Com’è far parte del gruppo Jaywork?

Stanno uscendo su Jaywork bei progetti, freschi. Crediamo che collaborando con Jaywork ci siano buoni presupposti per raggiungere risultati. Siamo all’inizio del nostro rapporto con questa realtà, per cui vedremo tutto con il tempo. Ci sembra che crescere con Jaywork sia un passo importante per far conoscere la nostra musica.

Le nuove tecnologie come hanno cambiato l’approccio alla musica?

L’hanno rovinata. Adesso si usa molto L’intelligenza Artificiale, basta scrivere un testo, ed essa fa tutto, voce e musica… ma dov’è il bello? Purtroppo, più andiamo avanti e più trovi l’AI ovunque. Ci sono, su Amazon, libri scritti da CHATGPT o simili. Addirittura i master si fanno con L’AI. 

Da che parte sta andando la musica dance nel mondo? E il pop?

Il panorama pop sta diventando sempre più diversificato e inclusivo. Ci sono artisti provenienti da contesti e culture diverse che portano le loro voci uniche alla scena. La musica dance sta incorporando influenze da tutto il mondo, creando un mix eclettico di generi e ritmi. Accenti latini, africani e asiatici che si fondono con l’elettronica e i suoni dance tradizionali, dando vita a sonorità nuove ed entusiasmanti.

Oggi le canzoni le ascoltiamo gratis o quasi su Spotify o YouTube… Forse per questo il livello di complessità musicale (melodia, armonia, sonorità ritmi) della musica si successo è sempre più elementare. Oppure no?  

Oggi la fruizione della musica avviene principalmente attraverso le piattaforme. il che democratizzato l’accesso alla musica. Permette a chiunque di scoprire nuovi artisti e generi con facilità. Se la musica di successo di oggi sia “più elementare” è una questione di opinione personale. Non c’è una risposta univoca. Inoltre, la complessità non è l’unico fattore da considerare quando si valuta la qualità della musica. 

Che consigli dareste a chi sta intraprendendo una professione artistica? 

Se vi piace la musica, ma non siete mai stati sulla scena, create, fatevi vedere.  Oggi i social aiutano tanto. Noi, ad esempio, siamo stati notati  da Marco D’Angelo, che ci ha conosciuti su Instagram perché postavamo video di nostre produzioni. Ed è nato tutto da li. Altrimenti avremmo continuato a suonare nella nostra camera e nel nostro studio.

Cosa ti piace e cosa non ti piace della della scena musicale attuale?

Mi piace tutto ciò che è latino. La musica per me deve esser innovazione. La scena italiana mi sembra un po’ ferma, mentre all’estero la musica e i suoi generi viaggiano più velocemente. Preferisco di gran lunga l’hip hop alla trap, ma non è così importante. LA MUSICA DEVE UNIRE E FAR DIVERTIRE, non dividere.

A che punto della tua vita professionale e personale ti senti? 

Credo che Jaywork stia pensando a come costruire la nostra vita professionale e che prima o poi arriveranno belle news su di noi. Forse, più prima che poi!

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Redazione Milano da bere.

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