9th

Dicembre

Pervert, festoni dal 1993

Pervert. C’era una volta la Milano della notte più colorata e divertente, quella di party in cui ognuno poteva vestirsi e sentirsi proprio come si sentiva davvero, senza dover sottostare alla banali regole del giorno.

Prima che la sigla LGBT+ fosse compresa e apprezzata da quasi tutti (almeno a parole), prima di concetti di cui oggi si parla anche troppo (‘inclusività’, ‘body positive’, etc) a Milano, ci si scatenava, tutti insieme.

Con stile. Lo si faceva in party folli, gay friendly, alternativi e pure dannatamente fashion, feste in cui essere banali era l’unico modo per non divertirsi.

La brutta notizia per i troppi nostalgici è che quella Milano c’è ancora, anche se si è un po’ nascosta: ogni weekend la si vive al Pervert, che in questo periodo va in scena soprattutto al District 272  di via Padova.

https://www.instagram.com/pervertmilan/

Ad orchestrare il tutto, c’è sempre Obi Baby, “re e regina” del party e della console. Capace di mixare di tutto, a volte pure di propone brani di musica classica. Ha una cultura musicale sorprendente che si unisce ad una innata capacità di interagire con il pubblico. 

E per fortuna, da sempre, al Pervert, non c’è mica solo bella musica. Altrimenti sarebbe la solita serata tech house. Il rito del guardare e farsi guardare muovendosi sul dancefloor, al bancone, tra i tavoli o altrove resta centrale, come è logico e giusto che sia dopo una certa ora.

E poi c’è lo show… Ninfe svestite di latex, strani personaggi infernali, costumi principeschi e un bel po’ di sana ironia. La notte Pervert, ha poco a che fare con la perversione: è un circo di creature che hanno una gran voglia di farsi guardare, chiaramente sotto i riflettori.

Pervert
https://www.instagram.com/pervertmilan/

Hanno vita breve, perché con la luce del giorno scompaiono. O forse no, si nascondono soltanto dagli sguardi dei benpensanti. Per la fortuna di tutti gli altri, quando torna la notte e il ritmo si accende, Pervert torna. Siccome lo fa più o meno da trent’anni, si può iniziare a sperare che lo faccia per sempre.

di Lorenzo Tiezzi

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Da oltre vent'anni Lorenzo Tiezzi scrive come freelance su testate di riferimento come Gazzetta.it, GQ, Uomo Vogue, Il Brescia, Bargiornale, Max, Urban, Milano Da Bere, Fashion Magazine, Musicgel, ReWriters (…). Se oggi il suo blog AllaDiscoteca.com è molto seguito da chi ama musica, lifestyle e divertimento, in passato come editore ha pubblicato il free press universitario Mania Magazine e Lo Sport, quotidiano sportivo gratuito. Fiorentino, classe 1972, dopo diversi anni a Torino si è laureato al DAMS di Bologna nel 1996 in Musica, conseguendo anche diversi esami in comunicazione e sociologia. Dopo alcuni master post laurea ed aver lavorato a lungo come direttore di palco a Milano (Orchestra Verdi, Teatro Lirico, Auditorium), a fine anni ’90 è tornato nella sua Firenze per collaborare con la tv musicale TMC2. Trasferitosi a Brescia all’inizio degli anni 2000 per comunicare l’attività di Media Records (storica casa discografica dance), da allora collabora con tante realtà diverse, soprattutto come PR / ufficio stampa. Oggi l'attività della sua agenzia ltc - lorenzo tiezzi comunicazione (lorenzotiezzi.it) spazia tra turismo, intrattenimento, musica e molto altro. Musicista, è anche ultra trail runner (ha completato, tra gli altri, l'Adamello Ultra Trail, 167 km e 11.500 metri di dislivello), tifoso viola e fanatico di ogni sport. In gioventù ha insegnato a nuotare a migliaia di bambini, oggi ci prova un po’ con musica, sport e inglese con la figlia Penelope (classe 2011)… che ovviamente si interessa più a Instagram & simili.

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