25th

Novembre

Addio a Giulia, uccisa a 22 anni. Uomini colpevoli, uomini senza valori

uomini senza valori Addio a Giulia — di Alessia Potecchi —

La tragedia di Giulia Cecchettin era una storia già scritta, come innumerevoli altre volte

La tragedia di Giulia era attesa e purtroppo ci si aspettava quello che poi è avvenuto, con il ritrovamento del suo corpo senza vita. Proprio questa è la tragedia dentro la tragedia, il fatto che sapevamo come sarebbe andata a finire: era una storia già scritta, perché è successo nello stesso identico modo innumerevoli altre volte e tutte le volte, le troppe volte che è accaduto, che una donna è stata uccisa, ha subito violenza fino alla morte è stato un uomo, un compagno, un fidanzato, un marito, un ex o un uomo respinto.

Addio a Giulia. La dinamica è sempre la medesima, la sopraffazione, la violenza, il possesso a tutti i costi, il volere per forza quello che l’uomo vuole e non accetta dinieghi, rimproveri, osservazioni perché lui è l’uomo e fa ciò che vuole, ottiene ciò che desidera e può fare quello che vuole con lei, con la donna che deve essere uno strumento nelle sue mani e a sua disposizione, subalterno a lui, spesso da ingannare e utilizzare a fini puramente sessuali per divertirsi senza rispetto.

Uomini senza valori

La colpa è tutta degli uomini, sono solo gli uomini colpevoli di quanto accade, uomini senza valori, viziati e con manie di onnipotenza, figli di una cultura patriarcale che imprigiona ancora la nostra società senza se e senza ma. Uomini egoisti, narcisi, che vedono la donna come un oggetto, uno strumento a loro disposizione, un essere inferiore. Uomini che si approcciano alle donne con violenza e senza amore, che vogliono sempre averla vinta e che considerano la donna un possesso, un vanto, una conquista. Un fenomeno causato da un profondo narcisismo maschile e alimentato da una cultura di manipolazione dei sentimenti, una delle minacce più gravi alla sicurezza e al benessere delle donne nella nostra società.

Addio a Giulia. Deve partire un’azione educativa e formativa forte e dirompente

Qui dobbiamo intervenire, qui dobbiamo spezzare questo tetto di mentalità radicata che non si riesce ad abbattere, qui deve partire un’azione educativa e formativa forte e dirompente che deve interessare gli uomini, il loro egocentrismo e il loro modo di pensare, di approcciarsi, di avere rispetto e di concepire nel modo giusto e rispettoso il rapporto d’amore tra un uomo e una donna perché quest’ultima ha il diritto di essere libera sempre e in ogni circostanza.

Bisogna farlo subito, nelle scuole, da bambini e cambiare la mentalità di sudditanza tra generi che è ancora molto, troppo presente nel nostro oggi in tutti gli ambiti e in tutti gli ambienti. Non è accettabile, non si possono sentire certe frasi sulle donne per cercare di attribuire loro colpe, atteggiamenti, modi di porsi o vestirsi o perché semplicemente hanno creduto e si sono fidate di quell’uomo che conoscevano o che hanno incontrato e che mai avrebbero pensato che potesse essere un uomo violento o un assassino: perché il problema è proprio quest, nessuna donna arriva a pensare che le cose possano finire in modo tragico e le donne spesso si fidano perché in buona fede.

Una coscienza sociale basata su rispetto e parità

Non esistono argomentazioni, per cercare di mitigare una responsabilità che è e rimane solo ed esclusivamente degli uomini. La violenza nei confronti delle donne è l’ostacolo principale alla formazione di una coscienza sociale basata su rispetto e parità. Questa piaga deve essere un problema di tutti e tutti dobbiamo impegnarci con la consapevolezza che il problema è totalmente a carico degli uomini e auspico davvero che proprio da parte loro ci sia una presa di coscienza, un atto di coraggio e di ammissione per costruire una società di inclusione e rispetto, non si può più aspettare.

Addio a Giulia

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Redazione Milano da bere.

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