22nd

Ottobre

Intervista con Agnese Sikora

Abbiamo incontrato Agnese Sikora, dj molto attiva nella scena dei club di riferimento in Italia e non solo. Ha da poco pubblicato un brano dance di grande successo, ovvero “Maniac”, prodotto con Saintpaul, che soltanto su Spotify ha superato i 650.000 ascolti. “‘Maniac’ è nata proprio dalla passione, passione che condivido con Saintpaul, per le melodie iconiche degli anni 80. In questo caso stiamo parlando di un brano vincitore di prestigiosi riconoscimenti quali un Oscar ed un Grammy nel 1984. Tutto questo, unito alla nostra voglia di presentare un prodotto con sonorità moderne e accattivanti, ha avuto risultati davvero importanti”, racconta Agnese Sikora. 

 Come racconteresti la tua musica? Quali riferimenti musicali hai? 

Sono nata artisticamente con la musica degli anni 70, 80 e 90. Ho avuto una importante esperienza professionale in tal senso. Poi, per ovvi motivi anagrafici e per la volontà di proporre qualcosa di nuovo, mi sono dedicata a sonorità più moderne ed alle nuove tendenze musicali. 

Ti aspettavi questi risultati, decisamente importanti per “Maniac”? 

Se devo essere sincera, sì, ero molto ottimista. Avevo già prodotto brani di successo e ‘Maniac’, in particolare, il risultato è stato amplificato grazie al prezioso contributo di Saintpaul, un artista di riferimento che ha dato anche il suo contributo in fase di produzione. Sono tuttavia piacevolmente sorpresa dal successo che sta riscuotendo all’estero, soprattutto in Spagna. 

In che direzione sta andando la tua scena musicale di riferimento? Sentiremo ancora produzioni che mescolano elementi nuovi a classici anni ’80 ’90 o ci saranno sorprese? 

Tendenzialmente mi piace proporre sonorità house, in particolare prediligo i brani che abbiano contaminazioni di tribale, soul, funk e gospel. E’ un genere che pone una forte enfasi sul groove e sui ritmi sincopati, caratterizzato da bassi molto marcati e un sound energico. 

E come stanno cambiando le tue produzioni? 

A livello di produzione, sicuramente non mancheranno altre occasioni di dare nuova vita musicale a pezzi iconici che hanno fatto la storia della musica, ma allo stesso tempo mi sto già dedicando ad altri progetti, sempre insieme a Saintpaul. Secondo alcune ricerche esistono circa 700 generi musicali diversi, stiamo cercando il lato migliore di ciascuno di questi e di fonderlo con la nostra creatività. 

Com’è la scena house / dance. A che punto è nel mondo? 

Si sentono spesso stereotipi e idee contrastanti sulle ragazze in console… come se fare il dj fosse ancora uno dei pochi lavori “da uomini”. Credo che il lavoro del dj derivi da una vera e propria vocazione, almeno per me è stato così. Il dj deve essere un professionista in possesso di competenze musicali, tecnica e talento, indipendentemente dal sesso. Nel mio caso, essere donna non mi ha finora creato problemi. Per me è sempre contato ciò che so fare in console, non certo l’aspetto fisico. 

Quanto contano, per chi è in console, la capacità di fare show e la qualità musicale? Sono due facce della stessa medaglia oppure no? 

Per me contano molto, sono due elementi imprescindibili. Non basta essere tecnicamente impeccabili e proporre i brani più ballabili, se non si è in grado di trasmettere emozioni alle persone che abbiamo di fronte. I miei dj set infatti sono un concentrato di tecnica e qualità, ma anche di spettacolo, energia, fascino ed emozioni positive.

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Redazione Milano da bere.

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