5th

Marzo

Ciak c’è il virus: Contagion e non solo, quando il film diventa virale

La quarantena è un’occasione per (ri)vedere film che trattano di virus. Il più simile alla realtà è Contagion, ma già in passato altre pellicole hanno raccontato storie che ci riportano ai giorni nostri

Il Coronavirus resuscita l’interesse verso i film ‘di genere’. Anche perché la finzione rasenta sempre più la realtà. Il caso più eclatante riguarda Contagion. La pellicola diretta nel 2011 da Steven Soderbergh, che al tempo incassò una cifra relativamente modesta al botteghino (poco più di 165 milioni di dollari), è tornata prepotentemente in auge in questi giorni, come dimostra la classifica dei film più gettonati in questo momento sulla piattaforma Itunes. Il film del regista britannico è infatti attualmente stabile nella classifica dei 15 titoli in streaming più acquistati al momento, superando Joker e C’era una volta a Hollywood.

Contagion: nel film il virus viene da Hong Kong

L’interesse che ruota su questo film si lega dunque allo svolgimento della sua trama, così tanto da attualità da lasciare basiti. Contagion racconta, infatti, di una donna, interpretata da Gwineth Paltrow, che tornata a casa negli Stati Uniti risulta infetta da uno strano virus contratto dopo un viaggio a Hong Kong (e non Wuhan…). Virus che si viene a scoprire è stato provocato da un pipistrello. Pipistrello, oggi il volatile più odiato al mondo! Nel cast anche Matt Damon e Kate Winslet. E un Jude Law con molti più capelli in testa rispetto a oggi e non ancora beatificato.

Se siete spinti dalla curiosità di guardare altri film che riguardano virus e contagi simili, la cinematografia è densa di proposte. In questi giorni di quarantena, più o meno forzata anche a Milano, e se non siete ancora dell’idea di uscire di casa per paura del Covid19 (non vi ha dunque convinto il video Milanononsiferma? guardalo qui), allora sbragatevi sul divano e cercate questi altri titoli che vi suggeriamo. Buona visione.

I virulenti anni Settanta

Un passo indietro nel 1971, anno in cui venne girato Andromeda Strain che racconta di un contagio piovuto dal cielo (un satellite americano che si schianta al suolo sprigionando un misterioso virus). Il film, tratto da un libro di Michael Crichton, è stato tradotto in una mini serie televisiva diretta dai fratelli Scott nel 2008.

Rimanendo negli anni 70, più precisamente nel 1973, imperdibile è La Città verrà distrutta all’alba firmato da George Romero, uno che di virus se ne intende (è lui in assoluto il padre putativo degli zombie al cinema). In questo lungometraggio un morbo colpisce le persone rendendole aggressive e sanguinarie. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe combattere questa trasformazione, ma in realtà ne è complice. Di questo film ne è stato fatto un remake nel 2010 uscito nelle sale con il titolo The Crazies.

Tra zombie e scimmie tempi duri per Brad Pitt

I fan di Brad Pitt hanno pane per i loro denti e possono ammirare il loro amato attore in due pellicole virulente. In primis, L’esercito delle 12 scimmie (1995), basato sulla storia di una malattia che ha sterminato il 99% della popolazione mondiale. In War Z (2013) diretto da Marc Forster, l’intrepido Brad, nei panni di un eroe disperato e coraggioso, cerca di trovare l’antidoto contro una piaga patologica che causa la trasformazione delle persone in zombie.

In Virus Letale (1995), invece, Dustin Hoffman è uno scienziato che cerca di salvare l’umanità alle prese con un virus che, generato in Africa, attraversa l’Oceano e sbarca in California facendo piombare lo stato americano nel panico più totale. Meglio non suggerire il film a Donald Trump

Il virus è in viaggio, a piedi o in treno

Da non perdere poi The Road (2009) ripreso da un romanzo scritto da Corman McCarthy). Si tratta di on the road ambientato in un futuro non ben identificato e che racconta di come un padre (Viggo Mortensen) viaggia lungo gli Stati Uniti insieme al figlio, affrontando i pochi superstiti rimasti in vita dopo un contagio mortale. Padre e figlio che vagano cercando solo di rimanere vivi. Camminano trainando a fatica un carrello da supermercato dove ammassano cibo e vestiti. Che sia un carrello dell’Esselunga? E le penne lisce (leggi qua)?

Si propone un’atmosfera da ‘hey c’è qualcuno” quella che fa da sfondo a Io sono leggenda (2007) con protagonista Will Smith. L’ex Principe di Bel Air (e il suo fedele cane) pare sia l’unico umano rimasto in vita dopo che un’epidemia di morbillo ha fatto fuori tutti gli altri. Proprio tutti?

Con Parasite (successo coronato con il recente Oscar, leggi qui), si sta molto parlando di film coreani. Vale la pena allora citare Train to Busan (2016). In questo film, il virus sale sul treno che da Seul attraversa il paese a grande velocità. A bordo un padre e la sua figlioletta, entrambi sani. Nello scompartimento accanto: passeggeri infettati e indemoniati pronti ad azzannare chi sta ancora bene con il classico morso da contagio. Il tutto, fregandose dell’eventuale controllore dei biglietti.

In Spagna l’epidemia scoppia in casa, in Inghilterra è questione di tempo

Sempre su contagio e trasformazioni mostruose, verte la quadrilogia di Rec, l’horror più famoso della cinematografia spagnola che prende origine in un condominio di Barcellona. Scoppia invece nel Regno Unito l’epidemia catastrofica che si diffonde sempre più con il passare del tempo. Stiamo parlando di 28 giorni dopo e del sequel 28 settimane dopo, un doppio masterpiece sulla virologia cinematografica firmato dal regista Danny Boyle. Un vero cult apocalittico in chiave albionica. Da anni si vocifera di un terzo capitolo (28 mesi dopo, ovviamente). Ipotesi rimasta tale e che quindi lascia… il tempo che trova.

Comments are closed.